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    February 22

    PALERMO

    PALERMO A TRAFFICO LIMITATO

     

    Anche Palermo come le altre grandi città di Italia avrà a maggio due zone a traffico a limitato (ZTL) che serviranno per ridurre l’inquinamento atmosferico (secondo la Giunta Cammarata) e migliorare la mobilità del territorio.

    Le ZTL saranno 2:

    ·         ZTL A che corrisponde al centro storico di Palermo ( dalla Stazione a Via Notarbartolo e dal Foro Italico a Piazza Indipendenza cioè al Palazzo della Regione) accessibile solo da auto EURO 3 in su e comunque pagando almeno 15€

    ·            ZTL  B che considera la parte alta di Palermo da Corso Finocchiaro Aprile fino a Viale del Fante (lo Stadio) comprendendo Viale Lazio, Sampolo, Principe di Palagonia e Serradifalco. Accessibile  solo da Auto EURO 1 in poi.

     

    La moderna e grande Palermo si vuole allineare con le altra città più “civili” della nostra pur sapendo che purtroppo siamo in Sicilia e i difetti di questa innovazione non mancano e qui partono le mie considerazioni anche sulla base di dati che dispongo (Sole 24 ore, Istat, Min Trasporti)

    1.     Come al solito Palermo arriva in ritardo rispetto le  altre città sulla creazione di ZTL e fa tutte cose di fretta senza una adeguata informazione ai cittadini per “accaparrarsi”  qualche soldo della Finanziaria. Tutte le più importanti città di Italia hanno delle ZTL (mancano a Trieste e Genova)

    2.      Le altre città hanno ZTL limitatamente al centro storico o quasi, mentre qui abbiamo chiuso quasi l’intera città ( E’ rimasta “libera” l’Università, la Fiera e il Buccheri) e non solo il Piano afferma “Nell’ambito del piano antismog, l’Amministrazione istituirà anche una nuova isola pedonale, con la totale chiusura al traffico dei tratti stradali compresi tra piazza Politeama e piazza Verdi e tra piazza Verdi e i Quattro Canti (piazza Villena). L’area interdetta alla circolazione sarà valorizzata con arredi e iniziative studiate per agevolare lo sviluppo commerciale” . In questo modo tutti i negozi della zona oltre a pagare il pizzo avranno in omaggio una piantina, pagata coi Ticket, x abbellire i negozi e senza preoccuparsi della riduzione dei clienti.

    3.     E le auto EURO ZERO ??? i poveri che non posso permettersi di comprare un'altra auto ?? e chi ci lavora con queste auto o fanno consegne?? O peggio ancora chi viene a Palermo ma abita in Provincia o fuori ?? le auto ZERO vengono completamente bandite dalle 2 zone ZTL. Capisco che sono le più inquinanti ma le persone non se le tengono perché sono affezionate magari non possono permettersela ( a chi non piacerebbe un EURO 5 ??) ma gli incentivi del governo , della regione e del comune sono scarsi.

    4.     E i nostri autobus….???? I soldi serviranno per avere autobus nuovi ??? A proposito c è da dire Palermo ha la più alta percentuale di Autobus urbani vecchi oltre 15 anni ( 36%)   e  hanno sempre con problemi tecnici…c è da dire anche che i palermitani spesso sono “VASTASI” e non hanno rispetto del BENE PUBBLICO, a partire dai ragazzini che vanno a scuola fino agli anziani.

    5.     L’idea di usare i trasporti pubblici sarebbe interessante se non fosse per il fatto che appena sali sul bus ti ritrovi come una sardina in scatola.

    6.     per non parlare dei prezzi. Palermo ha trovato stranamente l’equilibrio ottimale con 1,00 € per 120 minuti ma Messina fa 0,90 € per 180 minuti. Però il costo degli abbonamenti riamane elevatissimo; quello ordinario costa 48 euro contro i 17 di Benevento , ma anche i 35 di Napoli e 36 di Catania. ( Non è incentivante prendere l autobus!!!)

    7.     Perché non si aumentano i controllori , almeno 1 per ogni 4 bus, e allora si inizierà ad avere una coscienza  sul trasporto pubblico. Oggi appena sale il controllore scendono la metà dei passeggeri( chissà perché??)

    8.     E non solo perché non viene fatto un  abbonamento unico tra autobus e metropolitana ( non si può trovare un accordo tra Amat e Trenitalia come hanno fatto x i biglietti oppure vi è la “voluta intenzione a non collaborare” x guadagnare di più visto lo stato dei treni e degli autobus??

    9.     E i parcheggi??? Il Comune dovrebbe assicurare dei posteggi gratuiti che io ancora non riesco a trovare. Oltre il Foro Italico dove posso lasciare la mia auto senza pagare un sacco di soldi…forse in Piazzale Giotto e  magari all’Università però dentro perché il nuovo parcheggio Basile è a pagamento.

    10. Inoltre sono strutturati male i collegamenti i Paesi vicini sia da ovest che da est.

    11. E poi le altre aziende, l AST, la Sicilbus che concorrenza fanno?? Io credo nessuna.

    12. Riassumendo: Palermo ha avuto un ottima idea ma concepita male come sempre perché tra il dire “ meno inquinamento” a fare “meno inquinamento” c è di mezzo il mare ( o il male)della politica, della  poca coscienza collettiva , del benessere e della strumentalità.

    I risultati si vedranno nel lungo periodo con la speranza che di veder diminuito l inquinamento  e non solo i nostri soldi.

    Andrea

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    February 09

    VILLABATE/2

    COINRES: PARENTI DI POLITICI E CANDIDATI ALLE ULTIME ELEZIONI AMMINISTRATIVE NELL'ELENCO DEI 120 NUOVI ASSUNTI. LA PROCURA DI PALERMO APRE UN FASCICOLO


    di Emanuele Minnella

    La bufera alimentatasi attorno alle 120 recenti assunzioni al COINRES si arricchisce di nuovi e inquietanti particolari. E siamo ancora all'inizio del primo capitolo. Quello che succederà nei prossimi mesi, per quanto prevedibile possa sembrare, in realtà, è ancora tutto da vedere.
    La nostra storia, ricordiamo, è cominciata con un'interrogazione dell'on. Pino Apprendi, deputato all'Ars del PD, lo scorso 5 ottobre. Nel testo si chiedevano chiarimenti in merito alle modalità di assunzioni di circa 39 candidati che, sappiamo essere stati scelti da un agenzia di lavoro interinale -La Temporary- in maniera non del tutto trasparente, come poi ribadito nei vari consigli provinciali e comunali succedutisi al fatto.
    A quella selezione, ne è seguita un'altra (in esame oggi), ancor più discutibile, perché avvenuta in contemporanea alla protesta degli operai del consorzio, in sciopero per mancato pagamento degli stipendi.
    Un avviso di reclutamento, quello del 30 ottobre, scaduto appena una settimana dopo la sua pubblicazione, al quale hanno partecipato oltre 3000 candidati; una selezione che ha coinvolto appena il 10% di essi, i cui criteri di scelta appaiono ancora oggi un mistero, vista la mancata convocazione ai colloqui denunciata dal resto degli esclusi.
    Questi, in definitiva, alcuni degli elementi a nostra disposizione per tracciare un primo bilancio della faccenda. Potremmo dire un bilancio in rosso, come rossa è pure la situazione patrimoniale del consorzio, il cui debito, che sembra sfiorare i dieci milioni di euro, per nulla ha scoraggiato il Consiglio di Amministrazione dell'ente, viste le nuove 120 assunzioni, il cui costo (pare circa un milione e duecentomila euro l'anno) finirà per gravare sulle tasche dei cittadini.
    Grave. Gravissimo. Ed è solo l'ennesimo scandalo made in Italy: un misto di cattiva amministrazione, i cui attori principali sembrano non esserne coinvolti anche emotivamente, e di clientelismo mal celato, dato che nomi e cognomi degli assunti sarebbero venuti a galla, prima o poi, fugando definitivamente ogni ragionevole dubbio.
    Qualcuno ha già battezzato il caso “Parentopoli”, a ragion veduta si direbbe, perché ci sono proprio tutti nell'elenco dei nuovi assunti: figli e fratelli di assessori, parenti di consiglieri comunali, sindaci e politici sconfitti alle ultime elezioni amministrative; immancabili, ovviamente, i soliti noti amici degli amici.
    I nomi, pubblicati sul sito di “La Repubblica” e divenuti oggetto di sdegno e di pettegolezzo, come non si verificava dai tempi delle municipalizzate di Cammarata & Co., si tradurranno in voti tra qualche mese, quando i cittadini saranno chiamati alle urne per scegliere i propri rappresentanti alle provinciali. Uno scambio vantaggioso, dunque, per quasi tutti i partiti di “casa nostra”.
    Ma non è solo il vincolo di parentela a guadagnare il gradino più alto dello scandalo. Dentro ci sono pure operatori ecologici dal curriculum non proprio eccezionale e autisti di comprovata esperienza, ancora con il foglio rosa; anche a Villabate.
    Sono stati assunti tutti con un contratto di sei mesi, la cui proroga sembra non essere stata messa in discussione da alcuno, tranne che dalla Temporary stessa, che sui contratti guadagnerà per l'appunto il 2%, e che si farà anche carico di pagare loro lo stipendio per i primi sei mesi.
    Inutile rimediare al danno in conferenza stampa. Vi hanno partecipato, ma senza dir nulla, lo scorso 8 gennaio, il Presidente del COINRES, nonché assessore provinciale, Raffaele Loddo (F.I.), il Direttore Generale Riccardo Incagnone (ex Sindaco di Bolognetta eletto nelle file di Rifondazione comunista e assunto dal COINRES prima della scadenza del suo mandato) e lo stesso Presidente della Provincia, Francesco Musotto. Assente la Temporary.
    La procura di Palermo ha intanto aperto un fascicolo sul caso dopo i numerosi esposti giunti alla magistratura da alcuni cittadini di Bolognetta che vogliono vederci chiaro, nonché dello stesso on. Apprendi.
    Non c'è ancora un'ipotesi di reato, ma pare che la questione giungerà anche all'esame della Commissione Antimafia, dopo le dichiarazioni di Beppe Lumia, su presunti interessi mafiosi dietro le selezioni, e le critiche durissime del segretario siciliano di Rifondazione Comunista, Giusto Catania, respinte a furor di popolo, ma solo di quello delle libertà, dallo stesso Musotto.
    Nel frattempo gli amministratori dei 22 Comuni consorziati (tra i quali anche Villabate), con un comunicato stampa apparso sul sito ufficiale del COINRES difendono la propria posizione. Si dichiarano stupiti, amareggiati e frustati per le accuse di cui sono stati fatti oggetto negli ultimi mesi e attaccano i mezzi di informazione per l'acredine utilizzata nelle espressioni e la strumentalizzazione dell'intera vicenda.
    Come se lo sciopero, il debito e la parentopoli fossero una montatura mediatica e non l'ennesima questione di ordinaria amministrazione X italiana.
    E mentre in quasi tutti i comuni della provincia si convocano consigli straordinari, per saperne di più, ma anche per presentare mozioni di sfiducia e chiedere le dimissioni dell'intero CdA, quello di Villabate sembra non essere affatto scosso dall'accaduto; eccezion fatta per un'interrogazione depositata qualche mese fa, a firma di Valenza, Garbo e Retaggio, la cui risposta, poco esauriente, non prometteva alcun spiraglio di luce.
    Eppure le dimissioni dell'assessore Lo Maglio, potevano rappresentare certo una occasione, lo spunto per una riflessione approfondita sull'argomento. Ma non è successo nulla. Le motivazioni addotte a quelle dimissioni, per quanto lineari potessero apparire, col senno di oggi, hanno imboccato qualche curva. E attraverso una scorciatoia degna dei migliori navigatori satellitari, hanno riportato il Lo Maglio a casa sua, sano e salvo.
    Più svegli di noi ad Altavilla Milicia, dove quattro consiglieri di opposizione hanno presentato una mozione in cui viene chiesta addirittura l´uscita del Comune dal consorzio, e a Bagheria, dove l'UDC, che ricordiamo essere nella minoranza, ha persino affisso dei manifesti per le vie del paese, tuonando un “Vergogna” contro l'amministrazione del Sindaco Sciortino, che in seguito allo scandalo, ha lasciato la Vicepresidenza del COINRES. Non senza polemiche.
    Dei 120 assunti non sapeva nulla, ha dichiarato agli organi di stampa. E noi vogliamo credergli dato che, fisicamente parlando, un aereo lo aveva condotto addirittura negli Stati Uniti, il mese di dicembre.
    Ma qui viene il più bello. Non ne sapeva nulla persino il Presidente Loddo. Povero Incagnone! Lui non può dire diversamente, dato che sui contratti c'è la sua firma. Ha detto, invece, tanto, e lo ha fatto con poche parole, Orazio Giordano, responsabile della Temporary: “Le pressioni da parte di politici ci sono state, ma non hanno avuto alcun seguito: non siamo disposti a perdere la credibilità e la faccia”. Una bella faccia tosta. La storia si ripete? Nel nostro caso, continua.

    GLI ASSUNTI A VILLABATE
    Sono dodici i cittadini di Villabate assunti al COINRES. Operatori ecologici, autisti e sorveglianti le qualifiche a questi attribuiti. Ovviamente non li vedremo mai spazzare le nostre strade. Forse quelle di Misilmeri e di Ficarazzi. Svolgeranno così il loro servizio lontano dagli occhi indiscreti dei villabatesi, maliziosi, e pronti ad attribuir loro questa o quella parentela. Non ci è dato sapere se, come e quando hanno svolto il colloquio di selezione, né i requisiti da questi posseduti. In paese, però, corre voce che gli stessi abbiano già manifestato una certa indolenza sul posto di lavoro; che siano, cioè, poco inclini all'assolvimento dei propri compiti. Si vocifera di autisti che rischierebbero la vita, se si mettessero davvero al volante, lungo la via che porta a Bellolampo (della serie, “Figghiuozzu si vo travagghiari va pigghiati ri cursa a patenti!”). E pare che i più giovani non si sentano molto a proprio agio con quelle scope in mano (evviva l'umiltà). Voci di cortile? Vuci ri populu! E noi che non abbiamo avuto modo di verificare nel dettaglio, ci limitiamo a raccogliere tali elementi con le pinzette. Intanto, eccovi nomi e cognomi di Lor Signori: Derelitto Piero, Di Salvo Giovanni, Firriolo Ivan, Fontana Agostino, La Rosa Francesco, Morici Santo, Ogliastro Serafino, Pitarresi Domenico, Pitarresi Francesco, Romano Giulio, Saimeri Emanuele, Sciacca Ivan.

    VILLABATE

     
    Francesco Montalto era diffidente da tutto e da tutti e aveva sistemi di controllo che non avrebbero permesso a nessuno di entrare in quel vivaio». Ma, come raccontano i pentiti Francesco Campanella e Mario Cusimano, quando dal monitor di controllo delle telecamere a circuito chiuso che aveva installato all´ingresso del vivaio di via dei Leoni, Francesco Montalto, figlio del boss di Villabate, vide il suo amico Nicola non ebbe sospetti e aprì. Pochi istanti dopo era morto sotto il fuoco del gruppo di killer dei Mandalà, i mafiosi emergenti che, con quell´omicidio, diedero la scalata alla leadership della cosca che poi sarebbe entrata nel cuore di Bernardo Provenzano. Era il dicembre del 1995. Il "cavallo di Troia" di quell´omicidio era l´allora 27enne Nicola Notaro che, cinque anni dopo, sarebbe diventato il segretario cittadino del Cdu e il punto di riferimento di Saverio Romano a Villabate. Tanto da non incontrare alcuna difficoltà, alle Regionali del 2001, a far candidare nelle file di una lista satellite, il Biancofiore, il candidato della famiglia mafiosa di Villabate, quel Giuseppe Acanto finito primo dei non eletti, approdato all´Ars dopo l´arresto di Antonio Borzacchelli e poi a sua volta raggiunto da un avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa. Con tanto di benedizione di Totò Cuffaro e dello stesso Romano. «Salutami il dottor Mandalà», avrebbe detto il parlamentare dell´Udc a Francesco Campanella, poi diventato collaboratore di giustizia, che accompagnò Notaro da Romano per proporre la candidatura di Acanto. Incontro poi confermato, prima che sapessero di essere sotto inchiesta, sia da Acanto che dallo stesso Notaro. E ancora Notaro avrebbe chiesto a Cuffaro, dopo la bocciatura elettorale di Acanto, di accontentarlo con un posto di sottogoverno. Racconta ancora Francesco Campanella: «Eravamo io, Acanto, Antonino Vitale e Nicola Notaro. Lo incontrammo al mercato ortofrutticolo di Palermo. Cuffaro ci disse che non c´erano problemi e che avrebbe provveduto chiedendo allo stesso Acanto di mandargli un curriculum e che alla prima occasione lo avrebbe inserito da qualche parte». Romano si dice "sconcertato" e ribadisce di aver già querelato Campanella. Quanto a Cusimano, sostiene che «sono state secretate le sue dichiarazioni nella parte che esclude ogni mio coinvolgimento». Di essere indagato per mafia Nicola Notaro lo aveva appreso l´anno scorso andando a testimoniare al processo a Mimmo Miceli. Diversi mesi dopo, a farlo finire in manette sono state non solo le dichiarazioni di Francesco Campanella, ma anche quelle di Mario Cusimano, l´altro pentito della cosca di Villabate, che insieme a Notaro avrebbe firmato i preliminari per la vendita dei terreni per la realizzazione del centro commerciale che avrebbe fruttato a Cosa nostra un bel realizzo non solo in termini di tangenti ma anche di posti di lavoro e di aziende impegnate nella costruzione. Poi le cose andarono diversamente. Della attiva partecipazione di Notaro al business del centro commerciale non parlano solo i pentiti. Un riscontro formidabile è stato trovato dai carabinieri nel computer di Rocco Aluzzo, l´incaricato dell´acquisto dei terreni. E sono entrambi i collaboratori di giustizia ad indicare in Nicola Notaro l´uomo che aprì la strada ai killer di Francesco Montalto. Qualche mese dopo, per mettersi al sicuro, Notaro partì per gli Stati Uniti dove rimase un paio d´anni riciclando i soldi della cosca di Villabate in una società di import-export che faceva girare nei negozi americani i prodotti italiani. «Nicola Mandalà - racconta Mario Cusimano - gli diede centomila euro». I soldi del Bingo. Che Notaro fosse strettamente legato a Nicola Mandalà lo sapeva anche Campanella ma fu suo padre, Nino Mandalà, a spiegargli perché mai Notaro vantava tante pretese di incarichi e consulenze. «Ci dobbiamo tenere a Nicola Notaro perché è stato fondamentale - gli rispose Mandalà - Durante l´omicidio Montalto, perché è stato colui che ci ha permesso di accedere al vivaio». Un rapporto rinsaldatosi nel tempo quello tra Notaro e il rampante boss di Villabate, filmati insieme a New York nel marzo del 2004. Con loro c´era anche Giovanni Nicchi, uno degli astri emergenti di Cosa nostra, rampollo del capomandamento di Pagliarelli Nino Rotolo, oggi latitante dopo essere sfuggito all´operazione Gotha del giugno scorso.
    Fonte: La Repubblica

    Pubblicato da Sciavè a 18:11  

    VALENTINO ROSSI

    Valentino Rossi avrebbe raggiunto un accordo con l'Agenzia delle entrate e dovrebbe pagare al fisco 20 milioni di euro. L'accordo non prenderebbe in considerazione il 2005 e il 2006, l'avv. Lucio Monaco, difensore del campione: «Sì, credo proprio che sia finita. Valentino pagherà 20 milioni di euro», ha detto il legale. L'Erario incasserebbe così poco più di un quinto della somma richiesta, 112 milioni di euro tra Iva. Irpef, Irap, sanzioni e interessi per gli anni 2000-2004.
    Il consulente di Valentino Rossi per gli aspetti giuridici, Victor Ukmar, dichiara al Sole-24Ore.com che l'accordo non è confermato, ma aggiunge: «Valentino si è dovuto inchinare al fisco italiano per non compromettere nei prossimi 5-6 anni la sua carriera sportiva con le persecuzioni del fisco. Ma non è un evasore, e sono pronto a querelare chiunque lo definisca tale». «Una persona che prende la residenza in Europa e non in un paradiso fiscale - prosegue Ukmar - non significa affatto che cerchi di sottrarsi al fisco italiano». TRATTO DAL SOLE-24 ORE
    NOI COMUNI MORTALI APPENA NON PAGHIAMO LA BOLLETTA O IL CANONE RAI O QUALUNQUE ALTRO CAZZO DI TASSA, CI ARRIVA LA MORA E LA MULTA E NON C 'E' NIENTE DA FARE ...ANCHE SE DOBBIAMO PAGARE SOLO 100EURO E LUI SE LA CAVA CN UN QUINTO DEL SUO DEBITO!!!!!!!!!VAFFANCULO MOTOCICLISTA IMPARA A NN FARE IL PUTTANIERE CON I SOLDI NOSTRI...E NOI KE LO TIFIAMO PURE...