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Pochi sanno ancora le conseguenza della Riforma Universitaria prevista dal decreto 133/2008 che nasce per lo scopo giusto di ridurre le spese e aumentare l efficienza, ma gli strumenti previsti porteranno a danni molto gravi a tutti gli studenti dalla scuola primaria all’Università. Per esempio il blocco delle assunzioni nelle Università e la loro trasformazioni in Fondazioni di diritto privato sono attualmente la causa delle proteste degli studenti degli Atenei che sono preoccupati per il loro Diritto allo studio. Infatti se le Universita diventano fondazioni si comporteranno come società private: possono scegliere dipendenti e alzare le tasse a scapito degli studenti meno abbienti.
Tra le varie proteste e gli scontri di carattere politico, io preferisco combattere questa battaglia non opponendomi ma proponendo gli strumenti, al mio parere, necessari per raggiungere l’obiettivo previsto di razionalizzazione delle risorse pubbliche. Qui di seguito presento un mio elenco di proposte legislative che spero trovino il riscontro anche dei miei colleghi a prescindere dal colore politico.
Lo stipendio dei docenti universitari deve essere ridotto dal 5 al 10% e legato alla loro produttività in termini di didattica e di ricerca
I docenti devono andare in pensione improrogabilmente a 65 anni, per permettere il turnover, ma con la possibilità del docente in pensione di ritornare per alcune lezioni come esponente di alto livello della sua materia.
Essendo l’istruzione universitaria un servizio pubblico, la tassa può essere vista come un tariffa da pagare per il servizio reso e che dipende dall’inflazione e dalla produttività della Facoltà e dell’Ateneo.
Se le Università devono diventare delle Fondazioni, si dovrebbe prevedere almeno che il 50% delle quote siano pubbliche per garantire l’interesse di tutti.
Divieto di doppi incarichi dei docenti: bisogna limitare la libera professione del docente o i suoi incarichi esterni con la docenza ordinaria.
Creazione di un nucleo di Valutazione per ogni facoltà composto da studenti e personale esterno dell’Università per controllare l attività dei docenti, e gestire i reclami degli studenti.
Riduzione degli organismi universitari. Eleggiamo tanti rappresentanti che poi non si fanno più vedere e non hanno alcun potere.
Concorrenza tra docenti. Gli studenti, per ogni materia, possono scegliere, il loro professore tra 2 o più docenti della stessa materia(funzioni cosi in altri Paesi). Dovremmo essere noi a decidere e non la facoltà.
Informatizzare totalmente il sistema: dalle iscrizioni agli esami, alla biblioteca agli altri servizi. Possibilità di accesso solo con la Tessera Sanitaria o codice fiscale, e creazione di un vademecum per le matricole che affrontano questa "giungla".
Adottare un sistema standard di Ateneo per la gestione dei CFU tra le materie, per il calcolo del voto di Laurea che differisce tra facoltà con forti discriminazioni, e la calendarizzazione delle lezioni e degli esami.( in pratica regolamenti di facoltà uguali.)
SE siete d’accordo, o quasi, SCRIVETELO QUI. Facciamoci sentire